Ciò che conta non è la Destinazione, ma il Viaggio

anima

 Ti senti mai sbagliato per come sei?

Ti dicono tutti che sei incostante perchè non riesci a combinare nulla e ti sei convinto che sia così?

Inizi continuamente una cosa ma dopo un po’ l’abbandoni e ti sembra di aver fallito per l’ennesima,

insopportabile volta?

Non riesci a trovare la tua strada?

E se ti dicessi che, forse, proprio questo è il tuo dono e che tu sei speciale così come sei?

 

La filosofia Yoghica afferma che le anime si incarnano continuamente per cercare.

Cercare di capire, cercare di imparare, cercare di evolvere, cercare di.

Nel “Tao del Dragone” Bruce Lee diceva una cosa. Veramente ne diceva tante. Magari qualcuna può rasserenarti. Magari qualcuna può farti sentire meno sbagliato.

Diceva ad esempio che “In ogni ardente desiderio conta più il desiderio della cosa desiderata”.

Non è così che ti senti quando inizi una cosa? L’emozione della prima volta, il capire come funziona, il provarci, il vedere i tuoi primi risultati.

E poi…poi quel senso di stanchezza, di pesantezza, di voler essere da un’altra parte.

Così la lasci andare, e cerchi altrove.

Ti dicono che sei un fannullone, che non porti nulla a compimento.

Ma tu stai facendo proprio quello: cerchi.

perchè

Il processo della conoscenza e della ricerca è quello che conta, e tu stai cercando, stai conoscendo.

Non hai paura di ricominciare ogni volta, se questo ti rende più forte.

L’essenziale è fare le cose, non i risultati di esse. Non esistono attori, solo l’azione, come non esiste un soggetto che sperimenta, ma solo l’esperienza (Bruce Lee).

Gli altri sono così bravi, così tenaci, così concreti. Ma anche attaccati però.

Investono in un oggetto, e quell’oggetto diventa parte di loro a tal punto che non lo lasciano più.

Tu no.

Tu cerchi.

Cosa?

La cosa più importante, perchè

“In definitiva tutte le forme di conoscenza portano alla conoscenza di se stessi”.

Buona ricerca, anima speciale.

 strada

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2 commenti su “Ciò che conta non è la Destinazione, ma il Viaggio

  1. Molto bello leggerlo. Grazie :) Chissà che paura c’è dietro il nn volersi attaccare cosi’ tanto alle passioni… io me lo chiedo ogni volta perchè sono esattamente cosi’… incostante e in perenne mutamento… saranno le energie attorno, l’instabilità che regna… però ho imparato a vedere tutto questo come un opportunità di conoscenza per me stessa perchè sono una parte tutto quello che ho incontrato nella mia vita e mi sento ricca ma sempre in perenne ricerca della felicità

  2. Grazie a te! Mah, io credo la paura del cambiamento in fondo. Lasciare la nostra sicura realtà (anche se infelice) che è conosciuta, adattandosi a pagare il prezzo di perdere se stessi, o mettersi in gioco rischiando l’ignoto? Mi viene in mente Colombo che partì per dimostrare che la terra (a differenza di quello che tutti gli dicevano) era tonda. Se non l’avesse fatto, cosa avrebbe e avremmo perso?!!!

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