La Vita non è una Sola

Angeli

Sono nel caffè della mia libreria preferita, a Roma, e sto finendo di scrivere la tesi del mio dottorato che discuterò tra qualche mese.

Seduta al tavolino, con il pc aperto, scrivo e sono felice.

Certo, l’argomento non è dei più allegri (il maltrattamento femminile) ma mi appassiona perché studio proprio come aiutare le donne ad uscire da quest’incubo.

Mentre penso tutte queste cose, dal tavolo accanto al mio arriva una voce molto fastidiosa, di quelle imponenti che in un luogo pubblico sono davvero sgradevoli.

Certo, so di non poter pretendere il silenzio assoluto, ma la discrezione è una qualità che apprezzo molto.

Pertanto non posso proprio a fare a meno di ascoltare quello che il ragazzo (spaparanzato su una sedia col suo pancione prominente, e avrà più o meno 30 anni…) sta “gridando”.

Con una sigaretta elettronica in mano sta tentando di convincere la ragazza che gli sta di fronte (che in effetti lo guarda un po perplessa) che quell’oggetto che stringe non serve per smettere di fumare,

Così, gioco forza, anche perché quando sento un’assurdità la mia attenzione non può fare a meno di essere solleticata, lo seguo anche io.

Dice che la sigaretta è un’abitudine, non una dipendenza.

A questo punto io so già cosa sta per dire.

Continua affermando che quell’aggeggio serve per diminuire la quantità di sigarette “vere” a circa 5 al giorno (non chiedetemi il perché di questa cifra).

5 sigarette al giorno secondo lui non fanno male, anzi (e di nuovo so cosa sta per dire) è più dannoso stare un’ora in mezzo al traffico.

Non capisco il nesso, è un po come dire “va beh, già che respiro aria tossica, se mi faccio pure 5 fumate di un veleno, sono un genio no?”.

Poi attacca con una sviolinata su quelli che secondo lui sono i veri piaceri della vita.

Vi invito però, prima di sentire il resto, a immaginarvelo mentre parla.

Fissatevi bene la sua immagine di uomo che dimostra almeno 10 anni in più, spento e sovrappeso.

Una persona così per me, non conosce i veri piaceri della vita.

Dice che sua zia è vegana, pratica yoga, al mattino fa il saluto il sole, ed è talmente snodata che la gamba le arriva al collo.

Non so voi ma io in quel momento ho desiderato ardentemente essere come sua zia,

Invece lui ne parlava in malo modo, dicendo “Cosa ne sa lei della vita? Lei non vive! Non mangia carne e non beve latte, che tristezza di persona”.

Beh, mi chiedo perché mai lui si senta meglio di sua zia (ripensate all’immagine che vi siete creati di lui, aggiungete che fuma).

E poi la frase che mi ha spinto a scrivere questo post: La vita è una sola! Se non ci godiamo il meglio adesso che viviamo a fare!?”.

Ecco, la vita non è una sola, e credo che lui non lo sappia ancora.

Probabilmente continua a reincarnarsi tentando di superare proprio quello che lo spinge a parlare. Mangiare carne, bere latte, fumare, non sono piaceri. Sono suicidi.

Così mi viene in mente che solo due mesi fa, proprio allo stesso tavolino, quello da cui si vede un magnifico poster di una magnifica Penelope Cruz, ho scritto ben altre cose.

Scrivevo un post nel quale tentavo di spiegare alla Dea che è in me (lo so, non avete la più pallida idea di quale Dea io stia parlando, ma ve lo racconterò presto), cos’è un momento no.

Le dicevo che il momento no è come quello che stavo vivendo io perché al tempo (solo due mesi fa) facevo due lavori e non ero felice.

Oggi (dopo soli due mesi) faccio un lavoro solo ed ho il tempo di scrivere, e sono felice.

Due mesi fa mi vedevo svolgere un lavoro part time che mi facesse guadagnare come un full time e mi lasciasse metà giornata per scrivere.

Visionaria?

E’ esattamente quello che ho oggi.

Sono arrivata sin qui grazie alla consapevolezza che la vita non è una sola, ma che questa in particolare mi serve per evolvere.

Così invece di mangiare carne, bere latte e fumare (e parlare male delle zie snodate) ho lavorato su me stessa, ho utilizzato la legge di attrazione e il sincrodestino, ho visualizzato e compreso le coincidenze, e oggi, allo stesso tavolino, a soli due mesi di distanza, sono evoluta, realizzando esattamente quello che avevo deciso di realizzare, e sono felice.

Felice anche di condividerlo con voi e magari aiutarvi a fare lo steso.

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PPS: commentiamolo insieme sul blog

 

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5 commenti su “La Vita non è una Sola

    • Cara Sara, grazie del tuo commento. Innanzitutto complimenti per essere riuscita a smettere di fumare! Per quanto riguarda la carne, io stessa, seppur mangiandone pochissima, ho smesso. Questo perché ho sempre sentito che il mio corpo in qualche modo la respingeva. Così ho iniziato a fare ricerche e ho scoperto tante cose che mi hanno lasciata sbalordita. Le pubblicheremo presto, perché è giusto avere informazioni complete in base alle quali fare le proprie scelte. L’importante è che ci dicano le cose come stanno. Poi ciascuno seguirà le proprie inclinazioni. Un abbraccio. Simona

  1. Pingback: Benvenuto | EnergiaPura

  2. Io ad un ragazzo che fumava una sigaretta eletronica, gli chiesi perche’ lo faceva (ovviamente immaginando la risposta), quindi gli suggeri di non smettere di fumare, ma di smettere di farlo se non sente la soddisfazione nel farlo.
    La frase “fumare fa male” e’ una fesseria, farlo sovradosaggio fa evidentemente male, cosi come mangiare sovradosaggio (che sia carne o meno) o fare sesso, o lavorare, giocare etc… fare cio’ che fai senza godimento fa male.

    Ma la cosa migliore in assoluto e cedere il controllo a quello che tu definisci il “sincrodestino” e quindi smettere di desiderare per te, perche’ evidentemente non ci conosciamo, non siamo coscienti della nostra vera essenza quindi non possiamo sapere cosa sia meglio o meno per noi, ergo se ti viene offerto di fumare (ovviamente da una persona che non ritieni maligna) non dire no, accetta, puo darsi che dietro quella singola sigaretta si nasconde un bene superiore.

    Quel ragazzo (di cui l’aspetto e’ quel che meno conta), era probabilmente li per te (anche) e nell’indicarti il numero 5, ti indicava il numero mediano tra 0 e 9 (tra un estremo e l’altro).

    Chiunque abbia fumato, sa perfettamente quanto sia difficile resistere alla dipendenza fisica e mentale della sigaretta, ma chi riuscisse a controllare i suoi impulsi “animaleschi” e quindi a rinunciare a fumare/mangiare/lavorare etc… per noia, abitudine, paura o per astinenza, sa che avrebbe raggiunto un buon equilibrio ed una maturita’ mentale e spirituale importante.

    Un saluto, Mikahel.

  3. Il tuo commento mi ha fatto pensare che effettivamente la presenza di quel ragazzo in quel caffè mi è servita per approfondire alcuni temi personali, e dunque sempre nell’ottica del sincrodestino è stato un evento utile. Il suo aspetto non conta in termini di “giudizio” (non era mia intenzione denigrarlo), ho usato la sua immagine per avvalorare la mia tesi che cattive abitudini sicuramente debilitano il nostro corpo fisico. Mi hai dato degli spunti. Grazie

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