Dimmi che lavoro fai e ti dirò chi Sei

equilibrio

Non è questa la prima cosa che ti senti chiedere durante una conversazione?

E tu che lavoro fai?”.

Come se questo ti identificasse in qualche modo, come se corrispondesse alla tua identità.

Tu che fai nella vita?”, ti senti domandare; e ti viene quasi voglia di rispondere: “Vivo!”.

Si, perchè vivere già di per se è una gran cosa.

Allora perchè provi costantemente quel senso di ansia, di inadeguatezza, di dubbio? Perchè dentro di te c’è quella vocina che ti dice: “Ma io non sono il mio lavoro! Io sono molto di più del mio lavoro! Anzi, questo lavoro forse nemmeno mi piace davvero!?”.

Quella vocina esiste e ti parla perchè è esattamente così.

Tu non sei il tuo lavoro. Magari ti ritrovi a fare una certa cosa perchè così doveva andare, così doveva essere. Ma tu, in tutto ciò, dove sei?

Come è successo che ti sei perso così?

Ciò che è successo è che probabilmente hai introiettato le aspettative, le speranze e le paure dei tuoi genitori, e lo hai fatto talmente bene che adesso sei convinto anche tu della tua realtà.

Noi introiettiamo ciò che è importante per le persone che amiamo o delle quali desideriamo l’approvazione, al punto che ci convinciamo davvero che quello che è giusto per loro lo sia anche per noi.

Ma la cosa interessante è che non ci limitiamo ad introiettare, bensì proiettiamo successivamente su questi oggetti o simboli tutta la nostra personalità (o buona parte). Noi diventiamo la nostra relazione, diventiamo la città in cui viviamo e diventiamo il nostro lavoro.

Attenzione, perchè avere una passione è senz’altro una cosa positiva.

Tuttavia ti chiedo: cosa ti succede se questa passione sparisce?

Cosa ti succede se perdi il lavoro? La tua identità sparisce con esso?

E se ti accorgi che il lavoro che svolgi in realtà è quello che i tuoi genitori hanno scelto per te? Come glielo dici?

Di te cosa resta? Tu dove sei in tutto ciò?

labirinto

Proiettare le emozioni su un oggetto (una relazione, un luogo in cui vivere, una professione) è psichicamente più semplice, perchè nel momento in cui le emozioni associate a quell’oggetto non piacciono più, si può facilmente distruggere l’oggetto. Il problema sorge quando assieme a quell’oggetto se ne va una parte della tua personalità. Facci caso, se non avessi più il tuo lavoro, ti sentiresti lo stesso integro, completo, appagato (e non parlo dell’aspetto economico necessario).

Il paradosso è che anche se ti tendi conto che svolgi una professione che “non fa per te”, lasciarla non è poi così semplice come potrebbe sembrare.

Lasciare una cosa che non ti va bene dovrebbe essere una naturale conseguenza, o no?

No, perchè è proprio su quella cosa che hai proiettato tutto o quasi di te.

Cos’è più difficile allora? Smuovere un equilibrio perfetto nel quale ti senti in trappola o riacquistare la tua libertà a costo di deludere gli altri?

bruce

Bruce Lee diceva: “Noi abbiamo più fede in ciò che imitiamo che in ciò che creiamo. Il più acuto senso d’insicurezza proviene dallo stare soli; quando imitiamo non siamo soli. La paura nasce dall’incertezza. Molti di noi desiderano ardentemente essere strumenti nelle mani di altri e liberarsi della responsabilità delle azioni che provengono dalle nostre discutibili inclinazioni e dai nostri impulsi. Per diventare diversi da quello che siamo, dobbiamo avere una certa coscienza di ciò che siamo” (Il Tao del Dragone).

 

Annunci

4 commenti su “Dimmi che lavoro fai e ti dirò chi Sei

  1. Interessantissimo art. e che rispecchia la mia situazione attuale… dopo essermi sentita in trappola per anni con la paura di sentirmi chiedere che lavoro fai? (nonostante facessi un lavoro per il quale le mie amiche avrebbero pagato!) ho lasciato tutto… perchè ho perso quella che è la mia coscienza… ora sto cercando di ritrovarla la mia coscienza ma credimi è un lavoro durissimo e dolorissimo soprattutto affrontato da sola

  2. So perfettamente di cosa parli. Ti direi che non sei sola, perchè tu stessa sei sempre con te. Eppure la scelta che hai fatto è straordinaria, perchè veramente in pochi hanno il coraggio di abbandonare le certezze e le sicurezze per ritrovare loro stessi. Molti passano una vita (o più vite) a nascondersi. Ti ammiro per la tua scelta, spero che qui potrai trovare qualche piccolo consiglio che ti faccia sentire un pò meno sola. Visualizza te stessa li, dove troverai la tua coscienza. In bocca al lupo e tieni duro. Ti abbraccio forte. Simona

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...