G di (non) giudizio

G di giudizio Energia PureaQuante cose si posso imparare svolgendo la normale routine quotidiana? Sicuramente andando a cena da una coppia di amici ieri sera non immaginavo di fare questa riflessione….immaginavo due chiacchiere in compagnia, il bello è proprio questo, la vita di tutti i giorni ci da continui spunti per imparare ed evolvere, la condizione è solo una: la consapevolezza, se non la si possiede tutto scivola davanti ai nostri occhi senza che noi ce ne accorgiamo. Senti che mi è successo ieri sera. Io e la mia compagna eravamo invitati a cena a casa di questa coppia, lui lo conosco da una vita (forse abbiamo fatto le elementari insieme, ti immagini? 🙂 ). Arriviamo e dopo i saluti di rito iniziano subito a lamentarsi del figlioletto neonato: “Ha cominciato a gattonare, non possiamo lasciare più nulla in giro”, e ancora: “abbiamo dovuto svuotare i cassetti dei mobili, perchè lui (il bimbo) li apre e gioca con tutto”, io pensavo che era una splendida notizia che il bimbo fosse vivace e che gattonasse, soprattutto perchè prima di avere questo bimbo erano disperati perchè non riuscivano ad averne, e anche li via alle lamentele! Ma torniamo alla serata di ieri, la storia andava avanti: “Sono esausto” fa lui (il papà), “faccio continuamente su e giu con casa dei suoceri per lasciare il bimbo la mattina e riprenderlo la sera”, io pensavo che era una fortuna che i suoceri si prendessero cura del bimbo mentre loro erano al lavoro. Ma le lamentele non finivano li, ce n’erano per tutti: per la madre che invecchiava velocemente (chi l’ha detto poi?), per il lavoro che prima era troppo ora poco, per la moglie che non ha voluto mandare il bimbo ad una specie di pre-asilo, e dico la verità anche per me e la mia compagna perchè siamo vegetariani e questa è una cosa “che proprio non si spiegano”. Mi fermo qui, tanto hai capito l’antifona 🙂

Giudizi, giudizi, giudizi anche nei confronti di un neonato!

Ci sono persone (parecchie) sempre in lotta con la vita. Lottano per i soldi, per la carriera, lottano contro la propria famiglia, o contro loro stessi e se si ritrovano uno spazietto libero da tutto questo indovina che fanno? Si lamentano di tutto e tutti e giudicano chiunque.

Io mi chiedo: come si fa a vivere in questo modo ed aspettarsi che le cose cambino? Forse alcune persone si illudono che “qualcosa” o “qualcuno” possa prendere in mano la situazione e risistemargli al vita? Magari Dio? Al quale poi rivolgeranno tutto il loro risentimento per non essere stati aiutati, dicendo: “Se Dio non mi ha mai aiutato in tutti questi anni o non esiste o mi ha dimenticato!”…e ci risiamo col giudizio 🙂

NON FUNZIONA COSÌ!

Ecco perchè le cose non cambiano.

La vita andrebbe accettata per quello che è con i suoi alti a bassi, andrebbe vissuta con senso dell’umorismo e gratitudine. Crescere interiormente significa essere positivo e comprensivo davanti alle difficoltà che la materia ci propone. Antiche tradizioni, ma non solamente orientali, anche quelle cristiane – mi riferisco agli insegnamenti originali di Gesù non certo alla dottrina cristiana – hanno sempre insegnato a non giudicare! Che questa affermazione sia più scientifica di quanto immaginiamo? Secondo i recenti collegamenti che sono stati fatti fra scienza e spirito si! Quando esprimi un giudizio stai – per definizione – vestendo i panni da giudice nei confronti di un’altra persona come te, ti distacchi, ti separi da quella persona e da tutto il resto, dici a te stesso: “Non ho niente a che vedere con quello!”, in pratica ti disconnetti dal Tutto di cui invece sei parte. La salute, la ricchezza, il benessere sociale, fanno parte di un Tutto ok? Se te ne allontani, se ti escludi sentendoti diverso o superiore come puoi pretendere di ripristinare il contatto proprio con ciò che hai perduto? G di giudizio è una chiave importante per l’evoluzione. Quante volte giudichi in un giorno? Ne sei cosciente o lo fai in maniera automatica?

Fammi saper il tuo parere nei commenti qui sotto.

1 abbraccio 🙂

Andrea

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Un commento su “G di (non) giudizio

  1. Vedo giudizi e pregiudizi… ma riconosco una parte di me o di quel che ero me .
    Vedo in effetti un momento di evoluzione anche in questi comportamenti, altresì non ne vedo in quelle famiglie dove non vi è dialogo, commento ne lamento… dove tutto si svolge come in una monotona routine. E ti assicuro che qui dove sono io ce ne sono tante.
    Le lamentele sono una forma di non accettazione della realtà quotidiana, è una forma di studio, guai se non ci fosse.
    Perdonami Andrea, ma il giudizio lo hai espresso te nei loro confronti, non accettando la loro situazione o meglio criticandola negativamente.
    A mio avviso è un passaggio che stanno affrontando, visto anche la nascita del primo figlio. Questo è per loro un momento critico che li porterà a definire meglio il loro percorso.

    Ovviamente anche le tue critiche verso loro o meglio verso il loro comportamento sono necessarie, visto che il modo migliore per imparare è osservando “l’errato comportamento” altrui. Altre cosa è criticare le persone, credo a questo Gesù si riferisse con il “non giudicare”. Non giudicare le persone, in quanto non ne conosciamo la situazione i loro problemi e ciò che li ha portati ad avere un certo tipo di comportamento, ma giudichiamo le azioni.

    Io amo gli italiani grazie anche a questa nostra caratteristica, quella del criticare.
    Criticando e criticandoci scaviamo nel “io” e alla fine qualcosa esce fuori, se Dio vuole.

    Un sincero saluto, Mikahel.

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