L’importante sei Tu

crescita-personaleTroppo spesso mi sento dire che pensare a se stessi – dedicandosi ad un lavoro interiore – è egoismo, beh!…vorrei chiarire il concetto.

Fare un lavoro di questo tipo è la forma più alta di altruismo che possa esistere, in quanto si rinuncia persino a se stessi, cioè a parti con le quali ci si è identificati: come la personalità.

Non c’è niente oltre noi stessi.

Se siamo ancora impantanati nel materialismo ottocentesco, cioè siamo convinti di vivere immersi in un universo (materiale ed oggettivo), e non prendiamo nemmeno in considerazione la possibilità che sia l’universo ad esistere dentro di noi, o meglio, dentro la nostra consapevolezza (come sostengono le antiche tradizioni vediche), dovremmo chiarirci una cosa importante: le manifestazioni esteriori non sono nient’altro che lo specchio di ciò che abbiamo dentro.

Il mondo esteriore (il mondo oggettivo) è il riflesso di quello che abbiamo dentro, in tutto e per tutto.

Certo questo avviene su vari livelli, detto così sarebbe super semplificato, ma è proprio così!

Quindi cosa potremmo mai fare per aiutare “un qualcosa” che si trova “al di fuori” di noi, come ad esempio il nostro prossimo?

Una volta per tutte: possiamo soltanto agire su noi stessi, l’unico potere che ci è concesso è cambiare noi stessi, una volta portato a termine il cambiamento, la realtà oggettiva non potrà fare altro che adattarsi, rispecchiando ciò che siamo diventati! E’ una legge!

Non possiamo cambiare il mondo pensando di agire esternamente ad esso.

Un esempio pratico potrebbe essere la pace nel mondo: nonostante l’impegno di tutte le organizzazioni mondiali che operano a favore della pace, la guerra esiste ancora! Ciò avviene perchè si cerca di risolvere un problema dallo stesso piano di coscienza che lo genera, la guerra la generiamo noi stessi con i nostri sentimenti, finchè tutte le persone non saranno pacifiche la pace sarà soltanto una chimera: solo individui pacifici generano una società pacifica, ciò che troviamo fuori…là nel mondo… è un riflesso di noi stessi!

Se continuiamo a provare odio per uno che ci taglia la strada mentre stiamo guidando, non abbiamo ancora capito che stiamo immettendo un sentimento di odio nella “Coscienza Collettiva” che poi sarà (anche) la causa della guerra nel mondo.

In realtà tutto quello che esiste è una proiezione delle nostre coscienze: c‘è una nostra proiezione ovunque intorno a noi, cominciando dalla nostra relazione, dalla nostra famiglia, i nostri colleghi di lavoro e così via.

A questo punto penso che sia abbastanza ragionevole affermare che l’unica cosa che possiamo fare per cambiare la realtà e per aiutare il nostro prossimo sia lavorare su noi stessi, crescendo interiormente, scoprendo la nostra vera natura.

Non è possibile aiutare il prossimo agendo da una situazione di disagio, a meno che non lo si stia facendo per mettere a tacere dei sensi di colpa e quindi in realtà non si sta tentando di aiutare nessuno al di fuori di se stessi. Ci si vanta di aiutare gli altri, ma lo si sta facendo solo per ego: questo è ciò che chiamo “altruismo patologico”.

Si rivolge l’attenzione a qualcuno che è la fuori, perchè si è bisognosi d’aiuto dentro di se, solo che non lo si è capito: la soluzione e rivolgere l’attenzione a se stessi, non c’è nulla di male a farlo, perchè acquistando un’integrità propria si aiuta molta più gente di quanto si possa immaginare: solo individui sani formano una società sana!

Quindi chi fa un lavoro su di se, mette nelle proprie mani tutto il potere che c’è, non delega all’esterno la sua felicità, egli insegue la completezza!

A prescindere da ciò che accade “fuori”, la felicità si trova al nostro interno.

Dal momento in cui deleghiamo la felicità al nostro esterno siamo fregati!

Faremo sempre l’amara esperienza di vederla svanire nel nulla dopo averla riposta in qualcosa “al di fuori” di noi.

Quando si è infelici ma ci si convince di aiutare il proprio prossimo – magari per compensare come ho detto prima un senso di colpa – si incamera invidia e gelosia nei confronti di chi sta bene, cioè si è in uno stato di confronto competitivo sia con il prossimo che con se stessi, e non accettare se stessi è la prima forma di non amore!

Se ci sentiamo insoddisfatti, inutili, non amati, se siamo timorosi, emettiamo un genere di vibrazioni che attraggono altre vibrazioni simili, cioè attiriamo a noi un genere di eventi tali e quali a come ci sentiamo. La realtà che ci circonda non è causata da qualcuno o da qualcosa, ma soltanto da noi stessi: la responsabilità di ciò che proviamo è totalmente nostra, quindi è tutto nelle nostre mani (è meraviglioso non trovi? 🙂 ).

Come conseguenza di ciò, c’è un unica considerazione, e cioè che ogni singolo individuo dovrebbe pensare al proprio cammino, quando avremo “guarito” noi stessi da questa insoddisfazione cronica raggiungendo la serenità, emetteremo una vibrazione di amore, di pace e di comprensione.

È questo che cambia la realtà circostante. E’ questo che aiuta il nostro prossimo!

L’unica chiave per avere accesso a tutto ciò è il lavoro interiore, non è assolutamente vero quindi, che chi lavora su se stesso è egoista, anzi è tutto il contrario: è la forma di altruismo più totale, e la forma di amore più universale che può esistere perchè porta alla via della felicità e della comprensione, e quando si è felici e comprensivi si irradia amore.

1 Abbraccio 🙂

Andrea

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