Effetto Maharishi

Maharishi conquistò la copertina del"Time" nel 1975

Maharishi conquistò la copertina del”Time” nel 1975

Venne presentato per la prima volta nel 1976 da Maharishi Mahesh Yogi ( la pronuncia è Ioghi ), colui che ha diffuso la Meditazione Trascendentale (MT) nel mondo a partire dalla metà degli anni cinquanta. Si tratta di un principio sociologico che avrebbe la pretesa di affermare che la diffusione della MT influenzerebbe le statistiche sociali! Vediamo quanto c’è di vero. Una cosa è certa: questa affermazione dimostrerebbe praticamente che l’invisibile, non solo esiste, ma avrebbe potere diretto sul mondo oggettivo.

Effetto Maharishi

Come afferma anche F. Coppola (fisico psicologo autore e ricercatore) nel suo libro Il Segreto dell’Universo: mente e materia nella scienza del terzo millennio, semplicemente gli indici sociologici delle città dove vi era almeno l’ 1% di persone che praticavano la MT, erano in netto miglioramento: furti, omicidi, incidenti e malattie calavano vertiginosamente. Le statistiche dell’FBI mostrarono che l’indice di criminalità in tali città era diminuito di circa l’8,2% rispetto all’anno precedente, mentre in altre città simili, dove non vi era un numero sufficiente di praticanti, l’indice della criminalità era invece aumentato dell’8,3%, in linea con la tendenza nazionale.

noetica_esperimento_maharishiDal 1976 in poi sono stati condotti decine di altri studi sociologici indipendenti (Bordland, Landrith III, 1976) e anche (Dillbeck et al., 1981, 1987), che hanno dimostrato che nelle città in cui vi era almeno l’1% di meditanti si aveva un sensibile calo degli aspetti sociologici negativi, e contemporaneamente si aveva un miglioramento della qualità della vita. Vari studiosi di sociologia e statistica confermano questo fenomeno, leggi qui per approfondire.

Come è possibile tutto ciò?

Citando Coppola: “[…] Maharishi risponde che l’effetto avviene al livello della “coscienza collettiva”, cioè, usando la terminologia di Teilhard de Chardin, avviene nella “Noosfera”. In pratica si deve ammette l’esistenza di un campo astratto che permea l’atmosfera e influenza il benessere delle singole coscienze individuali, in modo analogo a quello in cui la familiare atmosfera materiale (l’aria comune) influenza la salute dei singoli corpi individuali.[…]”

Il presupposto per comprendere tale affermazione è che si ammetta l’esistenza di una Coscienza Collettiva! Infatti si potrebbe superficialmente controbattere che è abbastanza ovvio che un meditante crei intorno a se un ambiente più sereno, tutto ciò perchè sarebbe lui stesso più soddisfatto e pacifico per merito della meditazione. Questo può in parte essere vero, ma la spiegazione di un miglioramento così netto degli indici sociologici non è da ricercarsi in tal senso, non vi è infatti un contatto diretto tra i meditanti e il resto della popolazione (cosa che non potrebbe avvenire comunque data la bassissima percentuale), non risiede nella realtà infatti, che il solo 1% della popolazione di una città influenzi per contatto diretto il restatnte 99%.

Coscienza Collettiva

Emile Durkheim, il fondatore della sociologia scientifica, nel 1893 definì il concetto di coscienza collettiva: “l’insieme delle credenze e dei sentimenti comuni alla media dei membri della stessa società forma un sistema determinato che ha una vita propria; possiamo chiamarlo “coscienza collettiva” o “comune”. E’ Un’altra cosa dalle coscienze personali, per quanto non si realizzi che negli individui: é il tipo psichico della società, dotato di proprietà, di condizioni di esistenza e di un modo di sviluppo che gli sono propri”.

Ciò che noi consideriamo vuoto, ma che non lo è affatto, è la chiave per accedere alla comprensione di questo meraviglioso evento. Siamo immersi in un grande campo energetico e quindi tutti connessi, e non solo, le nostre coscienze si fondono formando una coscienza collettiva appartenente alla comunità, o alla città, alla nazione, etc.. Se tante persone sono in un certo modo danno vita ad una entità cosciente che viene influenzata e allo stesso tempo influenza tutti gli abitanti di quel dato luogo. Ogni singola coscienza (la vita dell’essere umano) è uno specchio che riflette la propria realtà all’esterno, è un piccolo frammento che unito a tutti gli altri formano, non solo la coscienza collettiva, ma anche tutta la realtà.

Per Maharishi (e per la maggior parte di tutti coloro che praticano la MT) questo concetto era estremamente semplice ed ovvio da comprendere, tuttavia questo fu uno degli argomenti più controversi che indebolirono il movimento MT negli anni ’80 e ’90.

L’opinione pubblica mal digeriva una cosa simile, e anche se furono condotti degli esperimenti e delle ricerche scientifiche, anche da parte dell’FBI, il solo fatto di dovere ammettere che la coscienza di un individuo influenza la realtà oggettiva a lui circostante, fu un ostacolo troppo grande, e lo è ancora. Per molti di voi infatti potrebbe essere comprensibile, per taluni anche scontato, ma sappiamo cosa succede se andiamo a raccontare una storia simile ad un nostro genitore o ad una persona comune.

Gruppi di “coerenza”

Anche Gregg Braden, nella sua opera “Guarigione Spontanera delle Credenze”, fa riferimento ad un gruppo di coerenza che fu protagonista di un esperimento durante la guerra fra Libano e Israele, nel 1982. Questo gruppo di esperti praticanti delle MT-Sidhi (tecniche avanzate che renderebbero effetti ancor maggiori della semplice MT, si pensi che basterebbe un numero di praticanti corrispondente alla radice quadrata dell’1% della popolazione di quella data area, per avere gia un risultato evidente sugli indici sociologici!), venivano depositati ogni mese nelle areee mediorientali, “[…] Durante la finestra temporale in cui i partecipanti (il gruppo di coerenza, NdA) evocavano interiormente la pace, le attività terroristiche cessavano, i crimini contro le persone diminuivano, i ricoveri al pronto soccorso e gli incidenti stradali si riducevano […].”, ci dice Braden.

Effetto Maharishi quindi, sperimentato non solo in aree urbane, ma anche in casi particolarmente “gravi”, come una zona di guerra. Questo è uno studio famoso che prende il nome di International Peace Projet in the Middle East, e nel 1988, i suoi risultati sono stati pubblicati su The Journal Conflict Resolution, leggi qui per approfondire. I gruppi di coerenza vengono definiti tali proprio perchè si suppone che aumentino la coerenza delle presunte onde che attraversano la coscienza collettiva.

Il pensiero può agire sulla materia?

Progetti P.E.A.R. e Noosphere

 “Infine esistono alcuni fatti inspiegabili ma scientificamente verificati che sembrano evidenziare che la mente umana è connessa direttamente ai livelli fondamentali della realtà fisica […]. Si tratta degli inceredibili risultati ottenuti nell’ambito dei prigetti P.E.A.R. e Noosphere, entrambi dell’Università di Princeton […].”

F. Coppola

 

Il pensiero, può agire sulla materia? Il progetto PEAR studia proprio questi fenomeni.

Semplifico e sintetizzo io a costo di incorrere in delle imperfezioni (gli addetti ai lavori mi perdoneranno 🙂 ).

Con il REG (in italiano: Generatore di Eventi Casuale), una macchina che lancia casualmente una moneta dando come risultato invece che testa o croce, 1 o 0 (zero), sono stati condotti interessanti esperimenti. Chiaramente non esiste alcuna moneta fisica, è tutto virtuale e basato sul movimento di elettroni. Statisticamente, lanciando 1000 volte una moneta si ottengono tot volte testa e tot volte croce, ok? Mettendo delle persone sedute davanti al dispositivo REG, con il semplice compito di “sperare” o “pensare” che uscisse 1 o zero, i risultati sono stati sconcertanti: la sola intenzione di quelle persone influiva sul test facendo in modo che uscissero più 1 o più zero a secondo di ciò che loro pensavano. Questa è la prova inconfutabile che il pensiero agisce sulla materia! I test sono scientifici e riconosciuti.

Noosphere

Riguarda un insolito fenomeno notato durante i test con i REG. Nei momenti in cui nella società vi erano forti emozioni, i REG davano risultati anomali, come scrive Coppola: “[…] cioè vi erano delle deviazioni statistiche ingiustificate dalla media […]”. E’ stato rilevato ad esempio durante i funerali di Diana d’Inghilterra, o in occasione degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001.

Il termine Noosphere – ci dice Coppola – è tratto dal concetto di noosfera (sfera psicologica) proposto da Teilhard de Chardin, secondo il quale le singole menti umane contribuiscono a creare un “tessuto di idee” che circonda il nostro pianeta come un atmosfera.

Anche questo progetto di ricerca svolto all’Università di Princeton risponde a tutti i parametri scientificamente ufficiali.

A proposito della MT

La tecnica è facile e naturale e si basa sulla normale tendenza della mente, perciò è così efficace. Al contrario di altri tipi di meditazione, che richiedeono controllo e concentrazione, ad es. attenzione sul respiro, o controllo dei pensieri che portano la mente a stancarsi, la MT si basa sul principio opposto: quello di non forzare la mente! Maharishi sosteneva che questa è la tecnica originale e perduta nei secoli, cioè quella che è tramandata nei veda, tutte le altre tecniche sono tentativi di ri-avvicinarsi a ciò che era perduto e che poi è stato ri-scoperto da Shankaracharya Swami Brahmanand Saraswati (conosciuto come guru dev), uno dei maestri vedici più noti, e maestro di Maharishi. Col trascorrere dei millenni infatti si era smarrita la strada maestra, quella cioè di una tecnica che ripulisse il sistema nervoso dalle imperfezioni e dagli stress, perfezionandolo ed affinandolo, e permettendo una vita più felice e gratificante, che riavvicinasse l’uomo alla sua vera natura tramite il contatto con la pura consapevolezza (leggi qui per approfondire).

Solo abbandonando la mente alla sua vera natura (seguendo una certa tecnica) infatti è possibile sperimentare gli stati più sottili del pensiero fino a trascenderlo, cosa impossibile se si cerca di ottenere tale stato di coscienza forzando la mente: ecco perchè tutte le altre tecniche risultano faticose e inconcludenti (io personalmente ne ho provate diverse e ho riscontrato risultati scarsissimi o nulli!).

E’ la tecnica più provata e testata scientificamente, cosa importante perchè significa che i suoi effetti sono controllabili e riproducibili sistematicamente , il che purtroppo non è eguagliato dalle altre tecniche di meditazione, tranne quelle che si basano sullo stesso principio, le cosiddete “trascending technique”, ovvero tecniche per trascendere, oppure come le ha definite Fabrizio Coppola: “Tecniche di meditazione con mantra senza il controllo della respirazione”, come ad esempio la TNAS (Tecnica Naturale Anti-Stress), o il suono primordiale del Dr. Chopra (che fu un allievo di Maharishi).

Almeno 150 sono le ricerche scientifiche ufficiali sulla MT portate a compimento dagli anni ’70 fino ad oggi (clicca qui per ottenere la lista delle ricerche pubblicate), e tutte dimostrano diminuzione dello stress e dell’ansia. I praticanti vantano maggior chiarezza mentale, senso di maggiore appagamento e tendenza a una vita più serena e naturale. Poi ci sarebbero i cosiddetti “stati superiori di coscienza” (riscontrati da praticanti di medio/lungo termine), argomento che sfiorerò soltanto e che ha a che fare con il contatto con la sorgente di pura consapevolezza e intelligenza che risiede oltre la mente, e che si sperimenta appunto trascendendo il pensiero e talvolta la mente stessa. Questa esperienza diretta con tale fonte espande la coscienza, dopo cioè, non si è più gli stessi (in senso buono ovviamente 🙂 ).

Il difetto della MT è uno soltanto: costa troppo , cioè non è accessibile a tutte le tasche. Una più che valida alternativa è la Tecnica Naturale Anti-stress (TNAS), clicca qui per saperne di più, diffusa da ex insegnanti (staccati dal movimento perchè non più in linea con le decisione dello stesso) e praticanti pluridecennali di MT. Praticamente si tratterebbe della versione semplificata della MT,  cioè priva della cerimonia di iniziazione e di tutti i misticismi che a molte persone potrebbero risultare fastidiosi o inutili, per il resto la tecnica è sostanzialmente identica, si impara con un manuale e costa pochi euro, più che altro è distribuita per uno scopo molto alto.

Riassumendo

Esiste un campo di realtà fondamentale e “sottile” alla base di quello oggettivo e che ci collega tutti anche se tutto questo sfugge ai sensi ordinari, la coscienza collettiva è parte di questo campo ed è determinata dalle nostre singole coscienze.

La MT, e le tecniche affini come la TNAS, sono in grado di cambiare profondamente in meglio chi le pratica, dapprima rimuovendo lo stress dal sistema nervoso, e quindi conducendo il praticante ad una vita più sana e felice, e dopo portando ad una visione più olistica ed ampia della realtà, fino a scoprirne il fondamento: la coscienza di gioia che risiede nella pura consapevolezza.

Questo porta inevitabilmente ad un innalzamento della coscienza individuale che ovviamente innalzerebbe di livello anche il campo della coscienza collettiva.

Ciò è in stretta correlazione con la politica, leggi qui per approfondire, ma anche con la pace e l’armonia di tutto il pianeta.

Maharishi amava portare un paragone secondo me molto valido: “[…] La pace mondiale è un problema di pace individuale. Affinchè una foresta risulti verde e sana occorre che gli alberi siano verdi e sani. Analogamente il mondo potrà essere in pace solo quando gli individui saranno loro stessi pacifici […].”

Questo concetto potrebbe essere giudicato egoistico da certe persone. (Come ho scritto qui), in realtà non può esistere la pace se dentro di noi (nella nostra coscienza) continuiamo a provare odio per qualsiasi stupidaggine….anche se poi andiamo a manifestare per la pace!

C’è ancora una dose di scetticismo che ostacola la libera diffusione di tali tecniche, in parte secondo me dovuto al fraintendimento del misticismo yoga (da cui la TNAS e la MT derivano), misto ad un ribelle ateismo che ignorantemente mescola religione a qualcosa di scientifico come appunto la MT (o la TNAS). Semplifichiamo: queste tecniche sono realmente benefiche per l’essere umano tanto da svilupparne il potenziale, non dovrebbero esser considerate come una minaccia da chi è fermamente materialista e crede solo nella carne, tutto ciò non costituisce un problema anzi, qui si parla di qualcosa che fa bene al corpo e che non ha niente di religioso (mi sembra assurdo come qualcuno si precluda qualcosa di buono solo per una questione di principio!). Se d’altro canto vi sia qualcuno che sente dentro di se una certa interiorità, e intende con queste tecniche coltivarla, ben venga, le due cose posso coesistere benissimo!

1 Abbraccio 🙂

Andrea

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2 commenti su “Effetto Maharishi

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