Effort or effortless?

 

ragazzo-preoccupatoAvanzare spiritualmente o interiormente prevede una fatica, un sacrificio?

O può essere naturale e piacevole?

Molte “scuole spirituali”, anzi quasi tutte, sostengono che lo sforzo sia il fondamento della crescita interiore, ad esempio la scuola alchemica.

In alchimia vige il comandamento del sacrificio, gli esercizi di consapevolezza e di osservazione, ad esempio, si basano sullo sforzo.

Ma quale è il principio logico sul quale questo insegnamento si basa?

L’essere umano per sua natura evita in tutti i modi di sforzarsi, insomma il genere umano è negligente e si ritrova in certe condizioni proprio a causa del suo atteggiamento da “scansafatiche”.

All’uomo piace divagare, non si impegna abbastanza, anzi vive tutta la sua vita dormendo, questa è un’affermazione ricorrente nei testi alchemici. In altre parole l’incapacità dell’uomo ad acquisire certe qualità di coscienza sarebbe causata da questa sua allergia allo sforzo, su tale concezione si basa l’alchimia.

Secondo gli alchimisti, sforzarsi di praticare certi esercizi permetterebbe all’essere umano di riprendersi quel benessere perduto che gli appartiene.

Gli esoteristi nostrani (cioè occidentali), individuano nell’ego la causa di tutti i mali, descrivendolo come la parte più bassa e repellente che abbiamo. L’ego (per definizione) pensa ai fatti suoi, cioè pensa alla sua sopravvivenza, facendoci vivere come degli animali. Lo sforzo che noi oziosi evitiamo sarebbe proprio quello necessario ad uscire dall’ego e riprenderci le nostre esistenze fondate sull’amore e la condivisione.

Tutte le pratiche alchemiche, per lo più esercizi di presenza o di osservazione, si fanno durante il normale stato di veglia, cioè con la mente razionale.

Ok, tutto ciò è in breve la logica degli alchimisti.

Esiste un’altra filosofia fondata sul principio opposto, quello del non sforzo!

Tale filosofia è meglio nota come scienza vedica di Maharishi.

Ma perchè scienza vedica di Maharishi? Le altre dottrine vediche sono forse differenti?

Si. Basta leggere lo Yoga Sutra del maestro Patanjali, un libro considerato la “Bibbia” dell’induismo, per accorgersi che anche la filosofia yogica si basa sull’impegno e lo sforzo sulla concentrazione.

Anche la filosofia del Maharishi ovviamente è basata sugli antichi e misteriosi Veda, essa però non si allinea agli insegnamenti classici dei maestri, guru e yogi indiani, ma si basa sulla riscoperta del Guru Dev (nome abbreviato) che riportò alla luce ciò che si era perduto nei secoli, egli diede a uno dei suoi discepoli, il Maharishi (che per motivi di casta non poteva succederlo), il compito di diffondere nel mondo la tecnica di meditazione originale, non chè la filosofia sulla quale essa è basata. Lo stesso Maharishi, scendendo dall’Himalaya affermò che per il genere umano non era necessario soffrire.

Egli, a differenza di altri mistici, sosteneva che se ci dev’essere una via per dischiudere l’illuminazione, questa dev’essere facile e senza sforzo e concedere sin da subito ristoro e una vita più soddisfacente e felice. Ricordiamo infatti che per altri Yogi la via dell’illuminazione è lunga e tortuosa, e addirittura prevede più di una reincarnazione per essere completata.

Il criterio di base della scienza vedica è l’esatto opposto di quello alchemico, secondo Maharishi l’uomo soffre e si sforza troppo, sin troppo, ed è proprio a causa di questa mentalità che la sua vita è misera e tormentata. Infatti il modus operandi comune a tutti è “più fai e più ottieni”, oppure “più fatichi e più sarai ricompensato”, o ancora “se non fai nulla non ottieni nulla”, “per vivere bisogna sacrificarsi”, etc., etc.

Tutto questo, come avrai notato presuppone sforzo, ma sopratutto si basa sulla logica che l’essere umano si auto-condanna alla fatica perchè crede che sia il solo modo di vivere.

Io mi ci rivedo molto in questa mentalità, non sò tu ma credo che sia un comune denominatore, qui, nella nostra società. Ti rivedi forse in qualcuna di quelle affermazioni? 🙂

Secondo questa scienza tutti i mali del genere umano sono causati dallo stress memorizzato nel sistema nervoso, anche l’ego prende vita a causa di esso.

Così Maharishi basò la pratica della Meditazione Trascendentale su tale filosogia, affermando che la felicità è semplice e alla portata di tutti, ma soprattutto è raggiungibile senza faticare e senza soffrire.

La tecnica di meditazione che lui mise a punto e diffuse nel mondo è il perno centrale e naturalmente si distingue dalle altre tecniche per l’assenza di impegno e di azione.

La tecnica perduta nei secoli è un antico rimedio per sperimentare un profondo riposo mentre la mente fà l’esperienza di stati più sottili del pensiero, in questo modo è possibile rimuovere gradualmente tutti gli stress memorizzati nel sistema nervoso ed avviarsi ad una vita sana e felice, anche l’ego torna ad essere un “aiutante benevolo” che ci aiuta nel nostro viaggio di vita. 

La spiritualità dunque, sarebbe una normale conseguenza di ciò, non c’è bisogno di ottenerla “per forza”. L’amore, l’intelligenza, la creatività e l’altruismo sono qualità che già appartengono all’essere umano, basta solo ritrovarle immergendosi dentro se stessi.

Non sò tu che idea ti sei fatto, ma avendo la possibilità di scegliere cosa decideresti?

Sforzarti di raggiungere un qualche cambiamento interiore?

Ritrovare l’armonia con la vita lasciando che tutti gli sforzi cadano?

 

Qui sotto c’è un sondaggio, vota per quello che ritieni giusto.

1abbraccio 🙂
Andrea

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